Blurent e il supporto logistico al Team H2politO che parte con IDRA e XAM per la Shell Eco-marathon
Domenica 22 maggio ore 7.00; 28 studenti del Politecnico di Torino hanno appuntamento davanti all’ingresso principale: partenza per Lausitz, in Germania.
Non è una vacanza, anche se quattro camper, presi a noleggio da Blu Rent con una grandissima agevolazione economica, sono pronti nel parcheggio interno del Poli (figura 1). E’ il Team H2politO che sta partendo per la Shell Eco-marathon Europe per gareggiare con i due veicoli che hanno realizzato quest’anno: IDRA e XAM. Cos’è la Shell Eco-marathon o SEM? Una competizione a cui partecipano più di 200 Team di università e scuole superiori con veicoli ad alto contenuto innovativo, dove vince chi consuma di meno e non chi arriva primo, una vera e propria F1 dei consumi.
Chi è il Team H2politO? Un Team che dalla sua nascita nel 2008, quando contava solo su tredici studenti di Ingegneria, è cresciuto, coinvolgendo ragazzi di tutti i corsi di studio (meccanica, autoveicolo, aerospaziale, elettronica, informatica, elettrica, matematica, gestionale, energetica e disegno industriale) e che ha oggi vanta 45 studenti, molti dei quali stranieri iscritti al Politecnico di Torino, (Figura 2).
Alla nascita del Team l’obiettivo era di realizzare un veicolo a idrogeno estremo, IDRA, per partecipare alla Shell Eco-Marathon nella categoria Prototipi. Dal 2008 a oggi IDRA ha ottenuto grandi risultati e riconoscimenti, registrando alla SEM 2011 con IDRA11 (figura 3) un record di consumo di 2,344 km/L con un litro di benzina equivalente, grazie ad un’elettronica di controllo della fuel-cell concepita e realizzata proprio dagli studenti del Team.
Nel 2010 il Team decide di accettare una nuova sfida, partecipare, sempre alla Shell Eco-Marathon, anche nella categoria Urban Concept. Il nuovo veicolo si chiama XAM (eXtreme Automotive Mobility), in cui l’obiettivo è la mobilità urbana: il progetto non prevede solamente la corsa in pista, ma vuole essere un vero e proprio prototipo di city vehicle, diverso da tutti gli altri, che rispecchi un nuovo stile di automobile e avviare un vero e proprio processo di innovazione tecnologica (figura 5). Un “urban vehicle” con carrozzeria in fibra di lino, che pesa appena 193 chilogrammi, lungo 2,8 metri, largo 1,3 metri e alto 1,28 metri, con un’alimentazione ibrida costituita da un motore termico abbinato a un motore elettrico e dei supercap per immagazzinare energia. XAM può raggiungere i 45 km/h e alla SEM 2011 ha registrato un consumo equivalente di 100 chilometri con un litro di benzina. Il veicolo è, inoltre, caratterizzato da un’innovativa interfaccia uomo-macchina touch screen dotata di GPS con un modulo già predisposto per la tecnologia E-Call.
XAM ha un layout interno progettato in modo da essere abitabile, ergonomica e confortevole, con un abitacolo pensato per trasportare due persone: un’innovazione volta a realizzare una nuova concezione di veicolo, la cui filosofia può essere riassunta dal motto “leggerezza e semplicità”.
Il viaggio di andata per Lausitz, nel nord della Germania, per i 4 camper e i 2 furgoni è durato 2 giorni. La carovana si è fermata numerose volte anche per alternare gli “autisti” alla guida e fare rifornimento (figura 4) o semplicemente fermarsi a dormire quando è ormai buio in un campeggio vicino a Norimberga. Il 23 mattina sveglia presto, colazione e... via in “marcia” verso Lausitz fino a quando i ragazzi del Team, con una grande emozione hanno potuto vedere i cartelli dell’Eurospeedway: la meta per cui hanno lavorato duramente negli ultimi mesi è lì, davanti a loro. Subito il Team si rende operativo per sistemare i camper in modo da avere una zona “operativa” in centro in cui poter lavorare su XAM senza essere disturbati (figura 6).
I giorni della competizione sono faticosi, ma alla fine il Team festeggia il successo ripagando della fatica dell’ultimo anno di lavoro. XAM il primo veicolo totalmente realizzato dagli studenti del Politecnico di Torino con l’aiuto delle aziende partner ha tagliato il traguardo, registrando ottimi risultati di consumo e conquistando anche il tanto sospirato SKF Design Award. I “cervelli” degli studenti del Team H2politO del Politecnico di Torino, realizzando prototipi marcianti si mettono in gioco attraverso un’ esperienza formativa completa, integrativa al percorso accademico tradizionale, imparando a risolvere i problemi come in un’azienda, con la medesima struttura, approccio, softwares, tecnologie, linguaggio. Una formazione sul campo per apprendere ciò che veramente fa la differenza.
Il progetto ha previsto un investimento considerevole sia di tempo, per gli studenti, sia economico per gli sponsor e le istituzioni che gli stessi studenti del Team hanno provveduto a cercare e coinvolgere e la Commissione Fondi Progettualità Studenti del Politecnico, che fin da subito ha creduto nel progetto e ha sostenuto l’iniziativa (maggiori informazioni su: www.polito.it/h2polito ).
A cura di : Andrea Airale, Massimiliana Carello, Alessandro Ferraris Politecnico di Torino - Dipartimento di Meccanica
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